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Consulenza su Successione


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Maggiori dettagli sulla Consulenza Legale per la successione

 

La consulenza legale riguarderà le questioni giuridiche ricorrenti in materia di successione quali:

  • Eredità
  • Legato
  • Apertura della successione
  • Patti successori
  • Giacenza dell’eredità
  • Capacità di succedere
  • Indegnità
  • Rappresentazione
  • Accrescimento
  • Sostituzioni
  • Accettazione dell’eredità
  • Beneficio d’inventario
  • Rinuncia all'eredità
  • Successione legittima
  • Successione necessaria
  • Successione testamentaria
  • Azione di petizione necessaria
  • Azione di riduzione
  • Divisione dell'eredità
  • Testamento
  • Invalidità del testamento
  • Revoca del testamento
  • Pubblicazione del testamento
  • Esecuzione del testamento

Aspetti giuridici

La successione si apre al momento della morte e nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto.

La successione è testamentaria quando è indirizzata dalla volontà del defunto mediante disposizioni scritte nel testamento; legittima quella disposta dalla legge quando mancano disposizioni testamentarie oppure quando esse non contemplano l’intero asse ereditario, così che alcuni beni non risultano attribuiti. Nell’ambito della successione legittima è prevista la successione dello Stato in mancanza di parenti entro il sesto grado.

La successione è necessaria perché alcuni familiari (c.d. eredi legittimari quali coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti legittimi) sono tutelati ricevendo comunque una data quota di patrimonio che è fissata per legge. Ciò si verifica anche contro la diversa volontà del defunto. Ecco che si distingue tra quota disponibile, cioè la quota di patrimonio di cui il defunto può disporre ove esistano eredi legittimari, quota di riserva che per legge deve pervenire agli eredi legittimari. Se ciò non avviene hanno a disposizione una particolare azione giudiziaria (detta azione di riduzione) con cui chiedere al giudice di reintegrare la quota di riserva.

E’ importante segnalare che al fine di stabilire quale sia il patrimonio del de cuius su cui calcolare la quota di riserva occorre tenere conto di quanto lasciato al momento della morte ma anche di quanto donato in vita. I beni donati devono essere compresi o conferiti nella massa attiva del patrimonio ereditario (istituto della collazione) per essere divisi tra i coeredi in proporzione delle quote spettanti.

Si distingue tra successione a titolo universale che comporta l’acquisto della qualità di erede e successione a titolo particolare in caso di disposizione testamentaria a titolo di legato. Questa distinzione assume importanza dal punto di vista della responsabilità patrimoniale. L’erede risponde di tutti i debiti del de cuius anche oltre il valore dell’attivo; il legatario risponde solo se la cosa legata è gravata da una servitù, da un canone, da una rendita fondiaria oppure se il de cuius ha imposto oneri o sub legati. Il legatario, inoltre, risponde entro i limiti di valore della cosa legata. Questa diversa responsabilità patrimoniale spiega perché mentre il legato si acquista automaticamente al momento dell’apertura della successione, l’acquisto della qualità di erede è invece subordinato all’accettazione dell’eredità che può anche essere operata con beneficio d’inventario.

La legge, inoltre, regola i rapporti pendenti nel periodo che intercorre tra l’apertura della successione e l’accettazione dell’eredità fissando i poteri del chiamato all’eredità e disciplinando l’eredità giacente. Il chiamato all’eredità che non abbia ancora accettato potrà esercitare, a titolo esemplificativo, le azioni possessorie, compiere atti conservativi, di vigilanza o farsi autorizzare dall’Autorità giudiziaria a vendere i beni che non si possono conservare. Se il chiamato all’eredità non è stato identificato, il giudice nomina un curatore dell’eredità.

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